Un acquario trasformato in cassaforte per la droga. È il dettaglio più insolito di un blitz dei Falchi della Polizia di Stato che, nella periferia est della capitale, ha portato a quattro arresti. Gli agenti della squadra specializzata in interventi rapidi hanno scoperto un sistema di occultamento tutt'altro che improvvisato: lo stesso acquario, descritto come "blindato", nascondeva parte dello stupefacente insieme ad altri ripostigli di fortuna individuati durante le verifiche.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l'operazione si inserisce nell'attività di contrasto allo spaccio nella zona orientale di Roma, area storicamente sotto la lente delle forze dell'ordine per la presenza di piazze di spaccio diffuse. I quattro fermati, per i quali si applica la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva, avrebbero occultato la sostanza stupefacente utilizzando accorgimenti pensati per sfuggire ai controlli di routine.
Il metodo dei nascondigli
Dall'acquario ai ripari improvvisati, il comunicato della Questura di Roma parla di una pluralità di sistemi usati per custodire la droga, segno di un'organizzazione che puntava a rendere difficile l'individuazione del materiale anche in caso di ispezione. I Falchi, reparto della Polizia di Stato specializzato in interventi veloci su moto e utilizzato soprattutto per il contrasto allo spaccio nelle periferie romane, hanno condotto l'attività che ha portato ai quattro arresti.

Cosa rischiano ora gli indagati
Per i quattro arrestati si profilano ora le contestazioni relative alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti, reati per cui gli inquirenti dovranno completare gli accertamenti. Le indagini, coordinate dalla Questura di Roma, restano in corso per definire ruoli e responsabilità di ciascuno, nel rispetto della presunzione di innocenza fino all'esito del procedimento giudiziario.








