Piccoli fori sui lettori contactless delle biglietterie automatiche, quasi invisibili a un occhio distratto: è da lì che è partita l'indagine che ha portato la Polizia di Stato a scoprire un sistema di clonazione di carte di pagamento nella stazione di Venezia Santa Lucia.
A denunciare l'anomalia sono stati gli operatori di Trenitalia, insospettiti da quei segni sulle macchine self-service. I poliziotti della Ferroviaria e della Postale di Venezia hanno avviato accertamenti tecnici insieme al Servizio Polizia postale e per la sicurezza cibernetica, al Centro operativo per la sicurezza cibernetica Veneto e al compartimento Polizia ferroviaria del Veneto. All'interno degli apparati hanno trovato alcuni skimmer, dispositivi illegali capaci di registrare i dati delle carte inserite dagli utenti per poi permetterne la clonazione.
Dalle telecamere alla stanza d'albergo
Le apparecchiature sequestrate sono finite a disposizione dell'autorità giudiziaria. Per risalire a chi le avesse installate, gli investigatori hanno passato al setaccio le immagini dei sistemi di videosorveglianza della stazione, ricostruendo gli spostamenti dei presunti responsabili sul territorio nazionale. Due uomini sono stati rintracciati nella struttura ricettiva dove alloggiavano, il giorno prima della partenza prevista dall'aeroporto di Bologna: un'operazione che ha visto anche il contributo dei poliziotti del Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Bologna.
Cosa è stato trovato nella perquisizione
Nella stanza gli agenti hanno sequestrato telefoni cellulari, schede SIM, batterie, cavi per collegamenti elettrici e per il traffico dati, utensili e altro materiale ritenuto idoneo alla manomissione dei sistemi di pagamento elettronico. I due uomini sono stati denunciati per la manomissione delle biglietterie automatiche della stazione veneziana.

Gli accertamenti tecnici sulle apparecchiature sequestrate proseguono per verificare l'eventuale collegamento con altri episodi analoghi in altre città italiane.








