Settecentomila euro di beni congelati, 4 auto, 3 immobili, una cassetta di sicurezza e diversi rapporti finanziari: è il bottino del sequestro preventivo eseguito dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma nei confronti di 7 persone, tutte già detenute, tra cui due figure di spicco della criminalità organizzata capitolina.

Il provvedimento, disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, applica la cosiddetta confisca allargata prevista dall'articolo 240-bis del Codice Penale, lo strumento che consente di aggredire il patrimonio di chi non riesce a giustificarne l'origine rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati.

Le indagini partite da un'operazione più ampia

L'esecuzione di oggi affonda le radici in un'indagine economico-finanziaria avviata dopo una misura cautelare personale eseguita il 6 maggio 2026 nei confronti di 17 persone. Gli indiziati, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbero commesso reati di particolare gravità: riciclaggio, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio, detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo, sequestro di persona a scopo di estorsione e tentato omicidio, alcuni episodi aggravati dal metodo mafioso.

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La sproporzione tra beni e redditi dichiarati

A muovere i Carabinieri delle Compagnie Roma Casilina, Eur e Frascati, coordinati dal Nucleo Investigativo, è stata l'analisi patrimoniale dei sette soggetti e dei rispettivi nuclei familiari. Gli accertamenti, fatti propri dall'Autorità Giudiziaria, avrebbero rivelato uno scarto significativo tra i beni nella loro disponibilità e le entrate dichiarate o le attività economiche effettivamente svolte. Da qui il sequestro delle quattro autovetture, dei tre immobili ubicati a Roma, dei conti correnti e della cassetta di sicurezza.

Roma, sequestro da 700mila euro a 7 detenuti: 2 boss coinvolti
Immagine illustrativa generata con IA

Cosa prevede ora la procedura

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità penale dei sette indagati potrà dirsi accertata soltanto al termine del giudizio, con una sentenza irrevocabile: il sequestro odierno resta un provvedimento cautelare, disposto in attesa della definizione del processo e nel pieno rispetto della presunzione di innocenza.

Fonte: Carabinieri - Comando Provinciale di Roma