Tre mesi di latitanza tra Francia e Inghilterra, poi la cattura a Birmingham. Un cittadino indiano classe 1997, individuato con le iniziali S. G., è stato arrestato mercoledì 22 luglio nella città britannica in esecuzione di un mandato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Bergamo su richiesta della Procura. L'uomo è indagato per il duplice omicidio avvenuto la notte del 17 aprile davanti al centro culturale sikh "Gurudwara Mata Sahib Kaur Ji" di Covo, e per il tentato omicidio di un terzo uomo rimasto coinvolto nella sparatoria.
Le vittime, un uomo di 47 anni e uno di 48 anni, entrambi originari del Punjab e residenti da tempo in Italia, furono raggiunte da numerosi colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata davanti ai cancelli del centro culturale, in zona via Campo Rampino, mentre erano in corso i preparativi per la festa del Vaisakhi. Il primo fu colpito da 7 proiettili, 4 dei quali alla testa; il secondo da 6 colpi, 2 dei quali al capo.
La ricostruzione della sparatoria
Secondo quanto accertato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bergamo, l'uomo sarebbe arrivato sul posto a bordo della propria auto, si sarebbe avvicinato alle persone presenti e avrebbe aperto il fuoco contro le due vittime, colpendo anche il terzo uomo, per poi fuggire e abbandonare il veicolo lungo la SP198 nel comune di Calcio. Le indagini, coordinate dalla Procura, si sono basate sull'analisi delle immagini di videosorveglianza, sulle dichiarazioni di testimoni e su perquisizioni condotte tra membri della comunità sikh della Bassa Bergamasca.
Il movente nei contrasti interni alla comunità
Gli inquirenti hanno ricondotto il fatto di sangue a forti tensioni interne alla comunità sikh per il controllo del centro culturale di Covo, esplose in particolare tra la componente vicina alle vittime e un gruppo radicato ad Antegnate, in occasione del rinnovo degli organi direttivi dell'associazione. Una delle vittime, già presidente del centro, aveva lasciato l'incarico alcuni mesi prima del delitto assumendo un ruolo chiave nella designazione del nuovo vertice, osteggiato dalla fazione avversa. Le tensioni avevano già prodotto discussioni violente, minacce e denunce reciproche.

La caccia internazionale e la cattura
Dopo i fatti l'uomo si era reso irreperibile, lasciando l'Italia per la Francia e infine il Regno Unito, dove si era rifugiato a Birmingham. Il G.I.P. di Bergamo ha emesso prima un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, poi un mandato di arresto secondo il meccanismo del Trade and Cooperation Agreement ("TaCA warrant"). La localizzazione è stata resa possibile dalla cooperazione tra autorità italiane e britanniche attraverso i canali SIRENE ed ENFAST, la rete europea per la ricerca dei latitanti supportata da Europol. L'arresto è scattato il 23 luglio.
L'uomo resta ora a disposizione dell'autorità giudiziaria britannica, in attesa della procedura di consegna all'Italia. Le indagini proseguono per individuare chi lo abbia aiutato nella fuga e nel trasferimento nel Regno Unito. Il fascicolo è nella fase delle indagini preliminari e vale la presunzione di non colpevolezza fino a eventuale condanna definitiva.
Fonte: Carabinieri - Comando Provinciale di Bergamo
